NOVILUNIO IN CANCRO: TAGLIARE IL CORDONE OMBELICALE PER DIVENTARE ADULTI - OLLìN

Il 20 luglio alle 19.33 la Luna sarà nuova nel segno del cancro, segnando la fine del corridoio estivo di eclissi. La seconda luna in cancro dell’anno, dopo quella che ha contribuito alla bellissima eclisse solare anulare del 21 di giugno. Una forte ondata energetica che ha destrutturato ulteriormente, facendoci incontrare le nostre ombre e svelando ciò che siamo dietro le maschere. Un lavoro che tutti abbiamo fatto negli ultimi anni (chi più chi meno) e che oggi siamo chiamati ad assumerlo smettendo di voler essere ciò che non siamo o che vogliamo apparire, continuando a fingere, smettendo di voler ritornare indietro sperando che tutto possa continuare ad essere come prima e funzionare, senza veramente mettersi in gioco. Questo non è più possibile.

 

Interiormente abbiamo un bambino infantile che ha paura, che è irrequieto, bisognoso, capriccioso, richiedente, dipendente, sofferente. Non è capace di fare da sè, infatti continua a richiedere ai genitori ciò che gli è mancato, trovando i genitori negli amici, compagni, colleghi, capi, mariti, mogli, compagni e compagne. Non importa che abbia il volto di mamma, importa che mi risuoni a mamma, che possa proiettare quell'immagine che continuo inconsciamente a cercare e che mi racconto di avere ben integrato dentro. E così l'adulto continua a rispondere come un bambino quando si tratta di sentimenti, responsabilità, verità, intimità, realizzazione, relazioni. E' possibile anche il contrario, che sia io ad aver fatto da madre alla mia e che cerchi di far la madre di tutti i personaggi senza permettermi mai di ricevere ciò che chiedo.

 

In entrambi i casi quel bambino/a ha bisogno di te. Ha bisogno di essere riconosciuto/a nelle sue fragilità. Di essere veramente se stesso per farti vedere che sei umano/a e hai un cuore immenso per accoglierlo/a. Se continui a rifiutarlo/a sarai ancora attaccato/a a quel cordone che reclama la relazione con mamma. Magari alcuni di noi ancora sono fisicamente attaccati alla mamma, vivendoci insieme da adulti, lottando per mantenere quello status di figlio fisicamente. Mentre altri potrebbero aver viaggiato l'intero mondo o vivere all'estero o lontanissimo, avere anche creato una propria famiglia, un proprio nucleo, ma essere ancora tremendamente attaccati alle regole familiari, ai bisogni materni o paterni proiettati su altri volti ma con le stesse dinamiche. Ricordiamoci che i nostri programmi mentali ed emotivi sono dentro di noi e non fuori. Distorceremo la realtà finché non ci saremo accorti di cosa portiamo dentro, di cosa ha bisogno quel bambino e di come si comporta quando proietta il passato nei volti del presente. Finché non ci accorgeremo, non vedremo mai la verità, nè saremo mai autentici.

 

Siamo sempre noi da adulti a prendere in mano quel bambino e riconoscere ciò di cui ha bisogno. Quali maschere ancora indossiamo per mantenere quelle dinamiche che ci sono talmente familiari che ci fanno sentire a casa per quanto siano scomode o dolorose? Quanto ancora abbiamo paura di prendere quel bambino ferito, magari traumatizzato, e prendercene cura, accettando la nostra profonda fragilità? Quanto ancora fuggiamo da noi, dalle scelte della vita, dalle responsabilità, incolpando fuori? Quanto ancora ci lamentiamo di non realizzarci ma in realtà non siamo disposti a lasciare andare la protezione calda dei vecchi schemi, per crearne dei nuovi? Quanto ancora ci raccontiamo la storia delle vite passate o degli antenati per rimanere dove siamo e non assumerci la responsabilità di ciò che siamo oggi e di cosa ne facciamo dei pesi del passato? Quanto ancora rimaniamo senza potere personale?

 

Abbiamo la possibilità di ri-cominciare qualunque cosa vogliamo smussare. Siamo plastici e per questo potenti rispetto alle nostre dinamiche interiori e alla vita esteriore. Siamo adulti e se vogliamo essere liberi dobbiamo recidere quel cordone, quegli schemi, trasformandoli in risorse. Questo è il vero lavoro su di sè. Non importa parlare con gli angeli se ancora ci comportiamo come bambini piccoli che cercano di sentirsi importanti ed essere riconosciuti ed amati.  Questo lavoro è ciò che l'umano viene a fare durante la vita sulla terra e nessuno lo farà per noi. La vita solo ci conduce dove osservare, espandere, aumentare il volume delle nostre dinamiche, ma sta a noi decidere cosa farne.

 

La scelta è sempre e solo tua. Prenditi per mano sapendo che per essere libero/a devi imparare a prenderti cura, attraverso la responsabilità, della tua parte più fragile, unendola a quella forte. Questo è il vero potere interiore. Questo è l'unico vero significato di renderti SACRO.

 

L'acqua scorre e non si fermerà. Fino al 29 dicembre questo flusso ci porterà a lavorare in profondità con queste tematiche amplificate. Diventare adulto è dire di sì alla tua libertà.

 

Tu Puoi. Buon novilunio.

 

Francesca Ollìn Vannini

 

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