IMPARARE A STARE: GLI ANNI DEL RADICAMENTO - OLLìN

Siamo quasi alla fine di questo anno iniziatico molto potente.... non ricordavo un anno cosi forte dai tempi della buia adolescenza quando la vita ti prendeva a schiaffi per farti crescere e tu, orgogliosa che mai, cadevi e ti rialzavi con le tue ammaccature ma senza averne capito realmente il senso. Questi due anni e mezzo di Saturno in Capricorno ha veramente voluto e spinto le Anime a radicarsi nel loro corpo fisico e nell'incarnazione, mettendoci davanti a dure prove molto terrene, d'altronde impariamo così a stare qui. Il suo messaggio principale è la presa di responsabilità su se stessi e il lasciar andare quelle responsabilità che ci prendiamo della vita degli altri, solo perché così evitiamo di guardare i nostri problemi molto più difficili da risolvere.

 

La vita sulla terra ha delle regole ben precise e ha un andamento che non si può cambiare, ma accettare così com'è. Lottiamo costantemente per farla essere diversa, ma alla fine di questo periodo, possiamo solo alzare le mani al cielo e unirci a lui nel continuo fluire dell'esistenza, sentendoci parte integrante. Noi non conduciamo nulla, anche se vorremmo e ne abbiamo avuto l'illusione. Qualcos'altro ci guida, ci mostra strade da percorrere, spesso difficili e insidiose, poi cambia la strada o la ripropone con attori diversi. Questo accade perché ci conduce verso la liberazione del nostro potenziale e la crescita interiore. La vita è la nostra migliore maestra.

 

Posso raccontare la mia esperienza.... da quando ho 12 anni ho iniziato a viaggiare da sola (da buona saggitariana) per scoprire, imparare, conoscere, ricercare, fare esperienze di vita diverse dal comune. Mi sono fermata due anni fa, anzi sono stata fermata perché l'amore che bussa alla porta mi ha indicato una nuova via che ho seguito fedelmente. Non si dice mai di no al Maestro anche se i percorsi dove ti conduce non sono per nulla facili. Solo oggi comprendo il significato di questo e so che tanti altre comprensioni devono ancora arrivare.... perché nel mio viaggiare compulsivo e instancabile non avevo imparato a stare, non sapevo cosa fosse, poi ho capito che lo rifiutavo. RIFIUTAVO L'INCARNAZIONE, perché per incarnarsi serve sentire il proprio dolore e non è cosa comoda per nulla!

 

Mi sono fermata e oggi sono una persona completamente diversa. Non ho più voglia di ripartire se non per viaggi mirati ad espandere la coscienza arricchendomi di esperienze diverse, non comuni che aprono la mente ad altro. Ma oggi voglio stare. E per farlo va creato un modo personale, ricco di ciò che ti piace, di coccole, di gesti, di legami profondi, di sguardi, di profumi, di musica, di bellezza. Stare significa viaggiare al ritmo della vita, sintonizzarsi e farsi guidare. Stare significa andare in profondità dentro le tue ombre, le tue luci, scoprendo ciò che custodiamo nell'Anima. Quando viaggi scopri fuori e vedi specchi...quando STAI entri dentro. A volte entrare dentro è molto doloroso...tutto ciò che eviti di vedere, che hai custodito nel tempo si è radicato così tanto che ha distorto il tuo cuore, lo ha rinchiuso. E le ferite restano lì a sanguinare.

 

Stare significa sprofondare le tue radici nel terreno, nel corpo, affrontare ciò che la vita ti propone, fare spazio dentro di te per accogliere tutto questo, altrimenti è isolarsi, impazzire, rinchiudersi, mascherarsi e questo non è radicamento ma fuga. Fuggi dai tuoi dolori, traumi, ferite che compensi con mille cose superficiali e sappi che la vita non ti vuole ferire a caso, che le persone non vogliono il tuo male, ma sono strumenti per creare delle rotture, delle fratture da dove può passare tanta luce. Ovviamente le ferite vanno viste, lavorate alla radice e integrate piano piano. Sappi che se in questi anni sei caduta Anima e ti si sono risvegliate vecchie ferite, questa è una benedizione perché in tempi di pulizia come questi, di espansione, di ritorno a se stessi nella massima espressione, chi continua a fuggire non troverà il tesoro che nascondiamo dentro di noi. 

 

Gli uomini medicina dicono che il dono più grande è racchiuso dentro se stessi e lo hanno nascosto così bene per fare in modo che gli umani non ci arrivassero e che non lo possa trovare chiunque; per questo insegnavano le arti del sogno e dell'agguato di cui erano specialisti e dicevano che solo i veri guerrieri riescono nell'intento. Servono strumenti per arrivare al cuore del tuo Essere e vivere davvero nella libertà, indipendenza e amore  vero.

 

Radicarsi significa questo, scegliere quella via, quella della vita. Non importa se il dolore si presenta, vi è modo di attraversarlo e nell'altra sponda ci sei tu. Voglio anche dirti che tra il dolore e la sofferenza c'è un vero abisso: il dolore ti indica una via di ciò che non è ancora risolto dentro di te, la strada dell'amore più grande, il ritorno a casa; la sofferenza è il nostro aggrapparsi a un idea vecchia o rifiutare e respingere un'idea nuova nella nostra vita.

 

Voglio che tu sappia anche che le tue ferite forse mai spariranno completamente, ma lo sai perché? perché proprio grazie a quelle parti vulnerabili tu impari ad amare e allora ogni tanto la vita te lo ricorda, t'invita a prenderti cura di te, del tuo profondo e da quel luogo di amore per le tue parti più fragili, puoi trasmettere agli altri il grande dono della compassione e amore vero. Le ferite si trasformano nel dono che porti al Mondo. Ti rendono umano e compassionevole se hai il coraggio di andare alla radice e non eliminare i surrogati che fingono di essere il problema ma ti stanno indicando altro.

 

Quindi nulla è cattivo. Qui funzioniamo così. Nasciamo, ci separiamo, soffriamo, i genitori ci attivano le ferite, costruiamo la personalità e le maschere per difenderci e ottenere amore e attenzioni poi rimaniamo incastrati nel ruolo e più ti attacchi a lui, più ti separi da ciò che eri in origine che io chiamo essenza dove siamo tutti uguali, amore, compassione, volontà, gioia, forza, sostegno ecc. sono le principali caratteristiche dell'essenza umana. Poi chi è davvero chiamato a tornare a casa, dovrà attraversare tutto ciò che ha costruito e che lo ha allontanato... e proprio qui possiamo diventare uomini e donne medicina di noi stessi, amanti, passionali, gioiosi.... l'essenza ti chiama a casa attraverso eventi e incontri fulminanti, attraverso lutti e distacchi forti, qui funzioniamo così ed è tempo di accettarlo.

 

A ognuno la sua bella scelta. 

 

OLLìN